Europa: qualcosa è cambiato

immagine-x-blog-6di Maurizio Camerata

L’establishment, ovvero i “Mercati”, ovvero la “Lobby delle Banche Centrali” ed i Loro sodali, devono darsi atto,che la Loro “Globalizzazione” è fallita. Certamente reagiranno, ma dovranno farsene una ragione e digerire la napoleonica sconfitta. Naturalmente Tutti sono preoccupati per l’Italia, ma nessuno vuole rendersi conto della debolezza della Francia. Il risultato delle prossime elezioni politiche nel 2017, già previste in Francia, Olanda e Germania, saranno il rintocco della campana a morto di certa Europa? A sommesso parere … si! La cura a base di QE della BCE non darà, purtroppo, l’auspicato incentivo e cadrà sfinita, in occasione delle prossime elezioni politiche europee nel 2019. Di sicuro avrà raggiunto due risultati: 1) il nulla dal punto di vista economico sociale, 2) l’arricchimento di alcuni o dei soliti noti in questi anni di crisi, la cui dimensione, richiedeva almeno tre generazioni. L’Europa è di fronte al fallimento di se stessa, grazie all’ottusità della Germania targata Schauble, così come lo sono tutte quelle forme rappresentative illuministico darwiniane che, con protestantesimo e cattolicesimo, non sono più in grado di essere, in fatto ed in diritto, contenitore possibile di umana civiltà. La bandiera issata nel nome della kantiana ragione: “né con Roma, né con Lutero”, è ormai al capolinea di Babele. Qualcuno dovrà annuncianre a breve la fine “del caro estinto”. E’ ora che Tutta l’umanità si rimetta in cammino per raggiungere un nuovo status di convivenza comune. Questo sarà possibile, se l’Occidente saprà rinunciare spontaneamente, alla Sua presunta superiorità ideologica. Un cammino comune, presuppone la scelta di una destinazione comune, attuata tra pari. Il tempo dei pifferai “magici” è finito.

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Occidente scadente

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Notizie da Parigi. L’OCSE si è affrettato a divulgare, al suono di pifferi e tamburi mass mediatici, le Sue alte valutazione sulle prospettive di sviluppo in Europa e negli Stati Uniti, con particolare cura, guarda caso, per l’Italia e la Francia. Per quanto attiene l’Italia, si è particolarmente unito “a coorte”, con tutta l’orchestra che tanto si è battuta contro la Brexit, ed a favore della Clinton, uscendone con le ossa rotte. Mi chiedo: ma questo organismo internazionale non eletto dal Popolo Sovrano, ma attivissimo nell’esportazione della democrazia a fortiori, posto a collare d’acciaio sul collo dei Popoli, ancora non avverte il paradossale ridicolo di se stesso? Non può trattenere queste cazzate solo fra di Loro, tra una tartina al caviale ed un buon champagne che gli paghiamo sempre noi? L’illuminismo darwinista multiculturale è ad un tale collasso di se stesso, da non accorgersi del fallimento del proprio assunto, così come della confusione semantica in cui si catapulta senza cinture di sicurezza.

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Cuba Libre

cuba-libredi Maurizio Camerata

Fidel Castro è l’uomo che ha incarnato un pensiero politico nuovo. La Sua forza ideale gli ha consentito di resistere a ben 11 Presidenti U.S.A. . In un mondo popolato da guitti a stelle e strisce, Fidel è stato l’unico uomo al mondo che è riuscito in questa impresa: per questo “la storia lo assolverà”. E’ stato colui che non si è mai arreso alle sirene dell’Occidente, ed ha difeso fino alla fine, l’autodeterminazione dei popoli come principio non negoziabile. In questa circostanza voglio ricordare: Camilo Cienfuegos Gorriarán, Juan Almeida, Ernesto “Che” Guevara, l’italiano Gino Donè Paro, e tutti gli altri barbudos che fecero la revolution.

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Europa: Referendum Costituzionale in Italia

di Maurizio Camerata

Devo necessariamente premette che di questo argomento, ne parlo solo ed esclusivamente come fatto di riferimento nella politica europea.

Chiunque conosca i principi elementari della democrazia partecipata e del diritto costituzionale, saprà come votare il 4 dicembre 2016. Detto questo, che in cosa consiste la norma in questione? Non intendo tediare i lettori con edotte disquisizioni sulla filosofia del diritto, tanto meno sul riduzionismo  che riduce la partecipazione ad un stereotipo SI o NO. Pertanto, mi limito a questo: in principio la norma costituzionale in questione venne presentata in società come un budino al cioccolato sopraffino. Nel mentre la discussione per la sua deliberazione, si accendeva a zero gradi centigradi, mutò se stessa e divenne un creme caramel. Oggi che sono messi alle strette, tutti i membri della strana cucina che propose l’altrui ricetta, anche in contraddizione storica con se stessi, la sventolano come creme brulee. A questo punto che cosa potrei dire: pasticci in cucina: Buona digestione.

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Europa: per chi suona la campana

di Maurizio Camerata

Nel tempo del neo feudalesimo organizzato, i Baroni sedenti a Strasburgo e Bruxelles, di concerto con le Signorie regionali di questo o quel Paese membro, hanno attuato quanto kalergicamente pianificato. Essendo in possesso dell’offerta, con l’immigrazione economica imposta, ora hanno la domanda. Pertanto, incuranti della volontà ripetutamente espressa dalla maggioranza del Popolo europeo, hanno provveduto a varare una serie di norme che concede finanziamenti ed agevolazioni alle costituende attività d’impresa, i cui soci saranno gli immigrati. In  buona sostanza, se gli europei vorranno mangiare, a breve, dovranno lavorare per loro. Di fronte a questo, tutta la narrazione intellettualoide e di certo cattolicesimo spiccio, dimostra ciò che è. Ciò nonostante resta un invitato di pietra: la realtà storica che non perdona. Infatti, certa gente che da sempre è particolarmente interessata alla gestione “degli ignudi e dei poveri afflitti”, non potranno fermare gli accadimenti a venire nel breve termine. Il confronto economico politico si giocacherà nel 2017 su di un solo teatro: l’area del Pacifico e l’era Trump li ha posti fuori gioco. A tal riguardo si evidenziano situazioni a pioggia:

1) nell’ultima riunione dei Ministri Esteri UE, ben sei nazioni hanno disertato.

2) la Gran Bretagna si ricolloca autonomamente su Piazza ed inizia dall’India.

3) La Moldavia sceglie la Russia.

4) Donald Trump contatta Theresa May, Putin, Xi Jiping e ignora la UE.

5) Nonostante il rumore prodotto dalle trombe di questo o quel “Caudillo” europeo, l’Europa resterà bloccata nel 2017, in attesa delle prossime elezioni in Germania e Francia, nonché  di quello che questi due Alfieri del nulla decideranno di fare da grandi.

6) L’Europa è in piedi grazie all’immissione di liquidità da parte di Draghi: però stante lo scarso risultato, non può continuare inutilmente così.

Se gli avvenimenti resteranno questi, il Popolo europeo ha sola una opportunità per restare “libero”: emigrare o sottostare ai nuovi venuti che costituiranno di fatto, la nuova “borghesia” delegata al controllo delle masse per conto dei soliti Erode, re Giovanni, etc. Un avvenimento storico già codificato, sperimentato, attuato, più o meno con gli stessi mezzi da sempre. Ad ogni buon conto, le “Colonne del Tempio” si stanno sgretolando e, se cadranno, seppelliranno tutti: Filistei e Farisei.

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Alcolico Junker & company

immagine-junker-blogdi Maurizio Camerata

Diciamolo, le alcoliche esternazioni del Presidente della Commissione europea Junker, nei confronti del Presidente Donald Trump,  sono state dettate dai seguenti risentiti motivi:

1) non ha ricevuto una risposta da Donald Trump all’invito per incontrare le Autorità europee;

2) di contro ha telefonato al Premier della Gran Bretagna Theresa May;

3) l’intenzione di Donald Trump per un diretto rinnovato dialogo con la Russia, con le sue conseguenti ricadute economiche, senza il coinvolgimento degli europei e della “lobby” Nato;

4) una sopra valutazione di se stesso, nel ruolo in gioco che Junker cerca di interpretare, per  “l’Europa che non c’è”.

Assistere al tramonto dell’Europa non è stato gradevole, tanto meno lo sarà la sua prossima caduta. Però sarà solo ciò che ha meritato, con il suo sfacciato cinico egoismo. Proprio per questo le francesiste dichiarazioni politiche, secondo cui “l’accordo sul clima di Parigi non si tocca”, è solo “aria fritta sparata nel vuoto”. Mi chiedo: ma come ci si può far rappresentare da queste scadute cariatidi? E’ possibile che nessuno abbia il coraggio politico di informarli che sono solo un paradosso approssimativo, alla ricerca di uno spazio perduto? L’Europa non è più un argomento interessante nell’era a venire, ricorda le  cieche Signorie  del Guicciardini che si sbranavano per il controllo dell’orto, nel mentre nuovi e più ampi  equilibri sorgevano. Quando non si capisce il proprio ritardo politico, si è già finiti: è questa la tragedia della  storia che si ripete inesorabilmente.

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Qualcosa è cambiato nel Mondo: il vento è tornato.

di Maurizio Camerata

L’elezione del 45° Presidente U.S.A. Donald Trump ha sancito alcune cose:

1) la totale sconfitta politica della Presidenza Obama e della Sua nascente lobby su tutto il fronte;

2) una maggioranza politica, non può essere fondata solo sull’accumulo delle promiscue richieste delle minoranze più disomogenie;

3) lo ius sanguinis e lo ius soli si meritano, avendo cura di aderire ai valori di una società già costituita, e non imponendosi sfacciatamente con la propria “diversità”, altrimenti si può restare a casa propria. Nel tempo della maleducazione organizzata, ci si deve ricordare di un fatto: prima di poter divenire cittadini a pieno titolo, si è stati ospiti in casa d’altri;

4) la globalizzazione non è aprioristicamente rifiutata dal Popolo, ma deve essere attuata per il Popolo e nel Suo Nome. Quindi si deve riconsiderare equamente il rapporto tra produzione e lavoro, essendo fondamentali nel ricostituire un binomio inscindibile per la valutazione di tutte le future scelte;

5) Il sinistro systém mass mediatico, politologico, accademico, occidentale, liquidamente illuminista e darwinista, si è manifestata violentemente per ciò che è, e ciò che è non lascia più dubbi.  Ciò nonostante, non avendo compreso l’accaduto, a testa bassa, continua con la vana speranza di poter “negoziare” la propria rendita di posizione, su di una presunta superiorità ideologico culturale che esiste solo nella loro problematicità neurologica;

6) il vento arriverà con il nuovo insediamento presidenziale e … non sarà indolore. I soliti “voltagabbana” sono già in fermento, con le valige in mano, pronti a trasferirsi, more solito, alla corte del vincitore, dopo averne denunciato l’inelegibilità. A sommesso parere, questi aulici cortiggiani/e, la cui unica capacità è di essere camaleonti famelici privi d’identità, troveranno il portone chiuso;

7) di questa 45^ Presidenza sappiamo quattro cose certe: la fine del TTPP, del NAFTA, della “lobby” NATO; del sostegno finanziario a pioggia per associazioni spurie, ma elettoralmente utili.

8) La 45^ Presidenza U.S.A. difenderà sicuramente gli “interessi americani”, ma dovrà fare i conti con l’unica realtà che la globalizzazione ha realizzato: l’Impero è finito.

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Elezioni Presidenziali U.S.A. tra ipocrisia e paradosso.

immagine-x-blog-5di Maurizio Camerata

Il fatto è veramente strano. Da tempo ci sono informazioni documentate in rete, sulla responsabilità dell’attuale Presidenza U.S.A. e del candidato Hillary Clinton, nella formazione, organizzazione, militarizzazione dell’Isis, di concerto con altri Paesi. Ciò nonostante il candidato Democratico Hillary Clinton e la Presidenza U.S.A., direttamente o tramite il coniuge Michelle Obama, supportati dal Loro apparato mass mediatico, non perdono occasione per attaccare a testa bassa, il candidato Repubblicano Donald Trump sulle presunte, tempisticamente curiose, “accuse di molestia sessuale”. Da semplice osservatore dei fatti in corso, mi limito ad una riflessione: ma i succitati puritani del XXI secolo, come si conciliano moralmente, stante la Loro responsabilità per il brutale stupro di massa nei confronti di migliaia di donne e quant’altro, pianificato ed attuato dall’Isis in Siria ed Iraq? Come mai gli elettori democratici più o meno blasonati del Paese a stelle e strisce, con cappellini, bandierine e pop corn, non si confrontano con questa disdicevole realtà? Lascia perplessi il bombardamento democraticamente mediatico dei così detti sondaggi che appaiono sempre più strutturati al contiguo systém che si è garantito, con la Presidenza Obama ed Hillary Clinton, la pianificazione con tutti i mezzi, nessuno escluso od eccettuato, di un’ideologica area economico geografica che sinteticamente denominerei così: euramericarabia. A sommesso parere, questa forma di globalizzazione a stelle e strisce, essendo all’origine un’altra idiozia OGM, si è fermata e tende al declino. Difatti i Popoli resistono e restituiscono l”offerta al mittente. Nel mentre Cina, Arabia Saudita ed Altri, non acquistano più i Titoli di Stato U.S.A., ma cercano di disfarsi di quelli nelle Loro mani, così come dei dollari in Loro possesso, a cui attribuiscono ormai un solo valore: carta da macero. Purtroppo la cattiva notizia per il Mondo è un’altra: non ancoro appagato per quello che ha fatto e fatto fare in otto anni, The President Obama ha annunciato un giro di consultazioni in Europa a metà novembre. A questo punto ho una sola meditazione: spes mea in  Deo est.

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Italia: nulla da dire

di Maurizio Camerata

Mi hanno chiesto di scrivere sull’Italia: non lo farò. Quando ci si chiude una porta dietro le spalle, come ho fatto io, lo fai perché ti accorgi che non hai più motivi per restare, e … te ne vai. Nessuna nostalgia, solo una goccia di disgusto, ma se ne andrà. Tempo, pensiero, parole, sono nella vita che mi resta, e … non intendo disperdere tutto questo inutilmente, ma dedicarlo ad Altro nell’Oltre.

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Non è un caso: occhio Pinocchio.

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“L’adulazione procura amici, la verità genera odio” Terenzio

I Popoli hanno il diritto inalienabile di determinare il proprio destino ed è questo che sta opponendosi con tutte le forze, al Global capital project che vuole cancellare definitivamente l’uomo come soggetto della sua storia.

La stato dell’oggi è l’errore di ieri ed ha un nome: Obama Barak Houssein curioso assemblaggio ebraico-arabo, insomma un’americanata che sa di OGM. Inoltre sulla rete si trovano notizie sulle incertezze che lo riguardano. L’elitè U.S.A. sapeva questo ed a quale crisi economica andavamo incontro, però ha scelto Lui come Presidente: non una ma due volte. La “rete” ci dice che fu all’interno di una convention presso un albergo ove partecipavano solo i soliti “gruppi esclusivi”. Certo l’alternativa forse era più imbarazzante e, l’odierno conflitto elettorale, ne dimostra la rinnovata pianificazione ed il controllo per portare nella stanza ovale, una Signora “che ha i Suoi problemi”: la rete ne è documentatissima. Purtroppo tutti gli imperi sono destinati a scomparire, si tratta di capire come e quando. Di certo quella scelta presidenziale ha coinciso con il punto più basso per l’Occidente, una Presidenza che ha solo generato nuovi conflitti, disastri umanitari, paradossi ideologici. Sinteticamente lo stato degli U.S.A. è ora alla canna del gas, non sanno più che fare di se stessi, per questo si ripropongono storicamente, così come avvenne per la prima e la seconda guerra mondiale: soffiano una nuova guerra fratricida europea, dopo di che “arrivano i nostri”. L’accerchiamento alla Cina è naufragato, la Russia non è stata assoggettata, L’Iran persegue la sua strategia nell’area, l’India rafforza l’interscambio con la Russia, Pakistan e Turchia lasciano di fatto il malato americano. Chi gli resta vicino? (…). La Brexit non è un caso, la Gran Bretagna non vuole farsi trascinare in guerra e, senza di Lei, l’Europa è solo “un’anatra zoppa”. L’equidistanza che questa Nazione ha posto con U.S.A. ed Europa è fatta di paletti insormontabili da abbattere con la melassa della propaganda mass mediatica. Quanto suesposto non vuole offendere nulla e nessuno, ma solo constatare i fatti esistenti in rete e ricordare quei “gruppi esclusivi” che hanno già decretato la fine del dollaro e della leadership U.S.A. . Ciò che più temo, è il vuoto che si creerà prossimamente, le cui evoluzioni sono tutte possibili, tranne quelle urgenti per l’umanità che ne ha le sue insipienti responsabilità nell’adesione corporale allo stato Obamiano delle cose, determinandone così il passo fatale verso la possibile barbarie. Gli U.S.A. devono trovare forza e coraggio per fare ciò che fece Gorbaciov nel 1989, ma ci vorrebbe un Presidente ed una società civile, cosciente e lungimirante che, a sommesso parere, non vedo all’orizzonte prossimo. Oggi abbiamo un problema e non è nella perenne gestione contenitiva della massa umana, bensì nell’assenza di una classe dirigente ed intellettuale culturalmente capace in Occidente.

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