“Il Quarto Stato” di Giuseppe Pelizza da Vollpedo.

di Maurizio Camerata

Alla memoria di un Artista che seppe vedere, e per questo fu lasciato solo nel proprio dolore.

In quest’opera, la prima cosa che risalta è lo sfondo nero che annuncia l’exodus di un popolo disperato e senza dio che ritorna dal Faraone. In questa rappresentazione apparentemente figurativa, si denota un lapsus freudiano dal carattere espressionista. Essa vuole determinare l’impossibilita’ dell’immaginazione e soggiacere, definitivamente, verso l’unica realtà ragionata come apparentemente possibile: unirsi completamente alla tecnica nelle condizioni che saranno rese possibili. A scommesso parere, non e’ un sogno, né un auspicio, ma l’annuncio oggettivamente nichilista che le masse hanno accettato nel XX secolo: l’inferno come società esistente. In questo contesto e non a caso, risalta l’immagine della donna con il bambino, ovvero un’invocazione di libertà che sarà pagata a caro prezzo: la rinuncia alla propria natura. In definitiva ed al di là della narrazione delle anime belle, finanziate da certo illuminismo san simoniano e darwinista, saranno sempre e proprio loro a pagare per tutti. Platone sosteneva che il potere è intollerante e minoritario; quindi non può permettersi una coabitazione pacifica con i dominati. Ne consegue, che tutti i mezzi sono ritenuti leciti e necessari dal potere, per l’autoconservazione di se stesso. Ecco quindi il cammino delle masse: non come determinazione di una volontà generata da una cosciente rivoluzione ideale, ma la ridotta spicciola necessità per il possesso definitivo del singolare primum vivere. Questo non è un Popolo che si auto proclama Libero, ma la triste rappresentazione dei piccoli titani che hanno rinunciato al riscatto di se stessi, per integrarsi nella schiavitù volontaria. Essi sono organici, ma non vitali al systém, ed il patto con i dominanti non può essere trasgredito. L’oscurità domina la scena e ne resta l’avvolgente protagonista assoluta. La pseudo luce che accoglie il Quarto Stato, non è il “sol dell’avvenire”, ma l’assolutezza dominatrice che fiera sembra dirci: resterete sempre come siete, avvolti nei soliti stracci.

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Globalizzazione capitale 2 – Quid est veritas

di Maurizio Camerata

Illuminismo fa rima con illusionismo. Guardando con distacco gli eventi che ci coinvolgono, indipendentemente da ciò che ci appartiene e vorremmo, dovremmo chiederci, preliminarmente, perché ci accade tutto questo e chi lo ha determinato solo per le necessità di se stesso. A sommesso parere, sono quelli di sempre che ogni tanto cambiano faccia. Quelli della Globalizzazione, i pensatori usurai e non i supporter, sono gli stessi che per tre secoli ci hanno intortato con la necessità delle Nazioni o meglio delle Patrie, la necessità dell’identità, così come della Democrazia e le Dittature “volute dal popolo”. La necessità della libertà di stampa, l’uguaglianza degli uomini di fronte a diritti e doveri, l’economia fraterna quale riscatto dell’umanità dai suoi bisogni primari, la ricerca scientifica come progresso dell’umanità, l’istruzione come fondamento del cittadino responsabile. Per l’affermazione di tutto questo ed altro ancora, Quelli hanno fatto di tutto, nulla escluso o eccettuato, ed il dolore ha soffocato l’anima. Ora mi chiedo: ma in quale posto del mondo vedete l’affermazione delle idealogiche dichiarazioni di Quelli? Il systém  che hanno inventato, essendo stato ritenuto dai suoi artefici, ormai non più remunerativo, lo hanno abbattuto con gli stessi strumenti con cui hanno abbattuto dinastie ed imperi, ed è così che siamo arrivati a quella zizzania che certa narrazione di sostegno, praticata dai diversamente supporter, ha rappresentato la Globalizzazione, così come fece Lucignolo con Pinocchio, quando gli meravigliava il Paese dei Balocchi. Allora se di “favola” si è trattato, ne traggo una anche io per tutti gli asini presenti, passati futuri.

                 “Se gli uomini fecero di se stessi dei borghesi, l’essere umano non lo fu mai”

 

L’illuminismo non fu un caso, non nasce ieri, ne dietro l’angolo, aggiungerei … neanche nei caffè. Promise molto, mantenne poco. Ogni cosa porta in se la sua natura e l’illuminismo non ne aveva, però seppe vendersi molto bene. Nasce senza patria, orfano da subito, ostacolato qua e la. Dopo una certa esperienza raminga, si afferma grazie al malanimo ed al rancore, con il desiderio di vendetta che solo il sangue può placare. Ma non gli basta. Difatti non avendo niente di certo, il Fanciullo tende a sfasciare tutto, cavalcare tendenze ed innovazioni, anche le più eterodosse. Insomma è un giocatore che confida nella scaltrezza, più che nella capacità e, miracolo, gli dice non bene, ma benissimo. Il Bagatto riesce nel suo illusionismo e tutti ci cascano: nessuno escluso o eccettuato. In pochi resistono, ma la soluzione c’è, basta mandarli in guerra. Da che parte sta? La sua, ma non sa decidersi quale sia, per questo e grazie all’esperienza “cerchio bottista” maturata nello smantellamento sociale, si affida al migliore dei mercenari esistenti: il denaro. In fin dei conti, ci è nato dentro, lo ha sempre ammaliato, una sorte di amore edipico nutrito d’odio, lo stesso che lega visceralmente, papponi e puttane, per questo culminerà nel systém della Centralità Monetaria. Questo gli ha fatto dire in origine: chi controlla il denaro controlla gli stati, ma ora che si è affermato in società, riverito e rispettato, non gli basta più. L’atavica fame si è scatenata, ed il sangue non la placa … è solo merce di scambio. Allora ecco il magico coniglio: l’esplosione del debito come mezzo unico e incatenante, il biblico serpente capace di soffocare qualsiasi possibile reminiscenza nel sentire di chi aspira, genera, vive come un essere umano. Però nonostante l’asservimento dell’intero apparato, con i fantozziani social liberal in testa ed il supporter di certa psichiatria, la bomba umana è ancora li, incontrollata … pronta ad esplodere, con l’insano desiderio della propria identità. Allora Brighella, il domestico psico-intellettualoide si chiede: dove ho mancato? I libri li ho letti tutti e ci ho vinto pure un bel premio. Perché questa gente non lascia che ci sia chi si prende cura di loro? Vistolo così in panne, qualcuno tenta di informarlo al riguardo: ma sbaglia a farlo e sbaglia di grosso. Ma Vi chiedo: possibile che il premiato accademico di turno, necessiti di suggeritori provenienti dal volgo? Apriti cielo, “riecco l’acqua”. Il testa dura inforca gli occhiali, accende il tablet e si abbandona spasmodico e fremente, alla ricerca del senno che fu perduto. Ma da chi? Oggi non lo sa più nessuno, il DNA si è estinto e allora? Embé ci restano gli OGM, adattabili, malleabili, leggermente stronzi quanto basta, infingardi come l’orzo quando vuole sostituire il caffè della mattina. Insomma se vuoi scopare, puoi farlo solo con il preservativo. Hurrà, questo l’abbiamo inventato noi, non  quello li, si il coso così caro ai plebei: D I O.

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Libro: Massoneria Simbologia Rito

Presentazione del curatore Maurizio Camerata

Questo testo non è un caso, per questo non poteva trovare udienza presso un qualche editore, né apparato di systém. Ciò nonostante, è stato possibile realizzarlo e renderlo fruibile, per Tutti coloro che sentiranno l’umano desiderio di esserci. La stesura iniziale, prevedeva 1000 pagine, ma sono state ridotte a poco più della metà. Mi spiace non averlo potuto completare, ma da soli, si può arrivare solo ove possibile. Questo lo stato dell’arte che non mi ha impedito di rispondere alla richiesta pervenutami da anni e da più parti. Il libro è stato stampato in 30 copie: 26 destinate a Biblioteche pubbliche e private, 1 depositata alla S.I.A.E., 3 distrutte a causa di un errore nell’allestimento. Questa pubblicazione non ha intento commerciale, né compete nel contesto di un settore, inflazionato dall’eccesso di opinioni; ma dona la corda frates, a cui potranno collegarsi i metafisici del tempo a venire, se questa sarà la Loro sentita aspirazione.

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Auguri di buone feste e buon 2017

di Maurizio Camerata

Prima di scrivere questo editoriale, mi sono a lungo soffermato su di un fatto ormai ineludibile. Esiste una consorteria di soggetti, accomunati da una profonda acredine identitaria nei confronti del resto dell’umanità. Ormai la cosa è talmente evidente che è impossibile non vederne, anche l’origine storica, con il rancore ed il risentimento che questi sodali hanno verso tutto, nel mentre ci spingono nei recinti come bestiame da macello, oppure ci comprano con la soddisfazione blasfema dell’ego che li distingue. Di una cosa sono certo: questi inventori dell’illuministico quanto darwinista systém, spacciato in dosi sempre più massicce nell’arco dei trascorsi 300 anni, ci ha reso indifendibili. Difatti siamo vittime consapevoli del Loro regime democratico. Possiamo ribellarci a “certa politica a buon mercato”, ma non possiamo cambiare politica economica, pena la condanna allo spred. Questo “Klan” è perverso,  pronto a tutto, anche scatenare un’altra guerra mondiale. A sommesso parere, devono solo decidere come e dove far scoppiare la prossima “bolla finanziaria”, e così allontanare da se la reazione dei Popoli contro di Loro. La Loro arma di distruzione di massa è stata l’attuazione pianificata e attuata, con il massimo dell’infamia, del così detto “debito pubblico”, da cui non c’è uscitaneanche se venisse rimborsato. Meritano una risposta? Si, se vogliamo restare liberi. Diversamente saremo condannati dal Loro mondialismo ad un’esistenza fatta di disuguaglianze, emarginazione, conflitti tra poveri. Se Loro sono la nostra malattia, Noi possiamo essere la cura unica e necessaria per sconfiggere la malattia, uscire dal loro paradiso infernale, e riprenderci la nostra vita, … per “rimirar il sole e l’altre stelle”. Auguri di buon Natale e buon anno nuovo.

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Europa: qualcosa è cambiato

immagine-x-blog-6di Maurizio Camerata

L’establishment, ovvero i “Mercati”, ovvero la “Lobby delle Banche Centrali” ed i Loro sodali, devono darsi atto,che la Loro “Globalizzazione” è fallita. Certamente reagiranno, ma dovranno farsene una ragione e digerire la napoleonica sconfitta. Naturalmente Tutti sono preoccupati per l’Italia, ma nessuno vuole rendersi conto della debolezza della Francia. Il risultato delle prossime elezioni politiche nel 2017, già previste in Francia, Olanda e Germania, saranno il rintocco della campana a morto di certa Europa? A sommesso parere … si! La cura a base di QE della BCE non darà, purtroppo, l’auspicato incentivo e cadrà sfinita, in occasione delle prossime elezioni politiche europee nel 2019. Di sicuro avrà raggiunto due risultati: 1) il nulla dal punto di vista economico sociale, 2) l’arricchimento di alcuni o dei soliti noti in questi anni di crisi, la cui dimensione, richiedeva almeno tre generazioni. L’Europa è di fronte al fallimento di se stessa, grazie all’ottusità della Germania targata Schauble, così come lo sono tutte quelle forme rappresentative illuministico darwiniane che, con protestantesimo e cattolicesimo, non sono più in grado di essere, in fatto ed in diritto, contenitore possibile di umana civiltà. La bandiera issata nel nome della kantiana ragione: “né con Roma, né con Lutero”, è ormai al capolinea di Babele. Qualcuno dovrà annuncianre a breve la fine “del caro estinto”. E’ ora che Tutta l’umanità si rimetta in cammino per raggiungere un nuovo status di convivenza comune. Questo sarà possibile, se l’Occidente saprà rinunciare spontaneamente, alla Sua presunta superiorità ideologica. Un cammino comune, presuppone la scelta di una destinazione comune, attuata tra pari. Il tempo dei pifferai “magici” è finito.

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Occidente scadente

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Notizie da Parigi. L’OCSE si è affrettato a divulgare, al suono di pifferi e tamburi mass mediatici, le Sue alte valutazione sulle prospettive di sviluppo in Europa e negli Stati Uniti, con particolare cura, guarda caso, per l’Italia e la Francia. Per quanto attiene l’Italia, si è particolarmente unito “a coorte”, con tutta l’orchestra che tanto si è battuta contro la Brexit, ed a favore della Clinton, uscendone con le ossa rotte. Mi chiedo: ma questo organismo internazionale non eletto dal Popolo Sovrano, ma attivissimo nell’esportazione della democrazia a fortiori, posto a collare d’acciaio sul collo dei Popoli, ancora non avverte il paradossale ridicolo di se stesso? Non può trattenere queste cazzate solo fra di Loro, tra una tartina al caviale ed un buon champagne che gli paghiamo sempre noi? L’illuminismo darwinista multiculturale è ad un tale collasso di se stesso, da non accorgersi del fallimento del proprio assunto, così come della confusione semantica in cui si catapulta senza cinture di sicurezza.

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Cuba Libre

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Fidel Castro è l’uomo che ha incarnato un pensiero politico nuovo. La Sua forza ideale gli ha consentito di resistere a ben 11 Presidenti U.S.A. . In un mondo popolato da guitti a stelle e strisce, Fidel è stato l’unico uomo al mondo che è riuscito in questa impresa: per questo “la storia lo assolverà”. E’ stato colui che non si è mai arreso alle sirene dell’Occidente, ed ha difeso fino alla fine, l’autodeterminazione dei popoli come principio non negoziabile. In questa circostanza voglio ricordare: Camilo Cienfuegos Gorriarán, Juan Almeida, Ernesto “Che” Guevara, l’italiano Gino Donè Paro, e tutti gli altri barbudos che fecero la revolution.

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Europa: Referendum Costituzionale in Italia

di Maurizio Camerata

Devo necessariamente premette che di questo argomento, ne parlo solo ed esclusivamente come fatto di riferimento nella politica europea.

Chiunque conosca i principi elementari della democrazia partecipata e del diritto costituzionale, saprà come votare il 4 dicembre 2016. Detto questo, in cosa consiste la norma in questione? Non intendo tediare i lettori con edotte disquisizioni sulla filosofia del diritto, tanto meno sul riduzionismo che riduce la partecipazione ad un stereotipo SI o NO. Pertanto, mi limito a questo: in principio la norma costituzionale in questione venne presentata in società come un budino al cioccolato sopraffino. Nel mentre la discussione per la sua deliberazione, si accendeva a zero gradi centigradi, mutò se stessa e divenne un creme caramel. Oggi che sono messi alle strette, tutti i membri della strana cucina che propose l’altrui ricetta, anche in contraddizione storica con se stessi, la sventolano come creme brulee. A questo punto che cosa potrei dire: pasticci in cucina. Buona digestione.

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Europa: per chi suona la campana

di Maurizio Camerata

Nel tempo del neo feudalesimo organizzato, i Baroni sedenti a Strasburgo e Bruxelles, di concerto con le Signorie regionali di questo o quel Paese membro, hanno attuato quanto kalergicamente pianificato. Essendo in possesso dell’offerta, con l’immigrazione economica imposta, ora hanno la domanda. Pertanto, incuranti della volontà ripetutamente espressa dalla maggioranza del Popolo europeo, hanno provveduto a varare una serie di norme che concede finanziamenti ed agevolazioni alle costituende attività d’impresa, i cui soci saranno gli immigrati. In  buona sostanza, se gli europei vorranno mangiare, a breve, dovranno lavorare per loro. Di fronte a questo, tutta la narrazione intellettualoide e di certo cattolicesimo spiccio, dimostra ciò che è. Ciò nonostante resta un invitato di pietra: la realtà storica che non perdona. Infatti, certa gente che da sempre è particolarmente interessata alla gestione “degli ignudi e dei poveri afflitti”, non potranno fermare gli accadimenti a venire nel breve termine. Il confronto economico politico si giocacherà nel 2017 su di un solo teatro: l’area del Pacifico e l’era Trump li ha posti fuori gioco. A tal riguardo si evidenziano situazioni a pioggia:

1) nell’ultima riunione dei Ministri Esteri UE, ben sei nazioni hanno disertato.

2) la Gran Bretagna si ricolloca autonomamente su Piazza ed inizia dall’India.

3) La Moldavia sceglie la Russia.

4) Donald Trump contatta Theresa May, Putin, Xi Jiping e ignora la UE.

5) Nonostante il rumore prodotto dalle trombe di questo o quel “Caudillo” europeo, l’Europa resterà bloccata nel 2017, in attesa delle prossime elezioni in Germania e Francia, nonché  di quello che questi due Alfieri del nulla decideranno di fare da grandi.

6) L’Europa è in piedi grazie all’immissione di liquidità da parte di Draghi: però stante lo scarso risultato, non può continuare inutilmente così.

Se gli avvenimenti resteranno questi, il Popolo europeo ha sola una opportunità per restare “libero”: emigrare o sottostare ai nuovi venuti che costituiranno di fatto, la nuova “borghesia” delegata al controllo delle masse per conto dei soliti Erode, re Giovanni, etc. Un avvenimento storico già codificato, sperimentato, attuato, più o meno con gli stessi mezzi da sempre. Ad ogni buon conto, le “Colonne del Tempio” si stanno sgretolando e, se cadranno, seppelliranno tutti: Filistei e Farisei.

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Alcolico Junker & company

immagine-junker-blogdi Maurizio Camerata

Diciamolo, le alcoliche esternazioni del Presidente della Commissione europea Junker, nei confronti del Presidente Donald Trump,  sono state dettate dai seguenti risentiti motivi:

1) non ha ricevuto una risposta da Donald Trump all’invito per incontrare le Autorità europee;

2) di contro ha telefonato al Premier della Gran Bretagna Theresa May;

3) l’intenzione di Donald Trump per un diretto rinnovato dialogo con la Russia, con le sue conseguenti ricadute economiche, senza il coinvolgimento degli europei e della “lobby” Nato;

4) una sopra valutazione di se stesso, nel ruolo in gioco che Junker cerca di interpretare, per  “l’Europa che non c’è”.

Assistere al tramonto dell’Europa non è stato gradevole, tanto meno lo sarà la sua prossima caduta. Però sarà solo ciò che ha meritato, con il suo sfacciato cinico egoismo. Proprio per questo le francesiste dichiarazioni politiche, secondo cui “l’accordo sul clima di Parigi non si tocca”, è solo “aria fritta sparata nel vuoto”. Mi chiedo: ma come ci si può far rappresentare da queste scadute cariatidi? E’ possibile che nessuno abbia il coraggio politico di informarli che sono solo un paradosso approssimativo, alla ricerca di uno spazio perduto? L’Europa non è più un argomento interessante nell’era a venire, ricorda le  cieche Signorie  del Guicciardini che si sbranavano per il controllo dell’orto, nel mentre nuovi e più ampi  equilibri sorgevano. Quando non si capisce il proprio ritardo politico, si è già finiti: è questa la tragedia della  storia che si ripete inesorabilmente.

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